Nomi da capogiro e un altro straordinario successo, questo è stato il Galà delle Eccellenze Italiane. Progetto ideato dallo storytailor Piero Muscari.

Presso l’esclusivo ristorante dello chef stellato Heinz Beck – La terrazza degli aranci (Rome Cavalieri Waldorf Astoria) -, venerdì 28 ottobre scorso si è svolta la VI edizione del Galà delle Eccellenze Italiane. Ideato, diretto artisticamente e condotto dal giornalista e storytailor Piero Muscari (scopri di più sull’ideatore visitando il sito www.pieromuscari.it), il Galà ha visto la partecipazione di ospiti straordinari cui si legano storie di grande spessore.

“…un Paese che non ha memoria – esordisce Muscari non ha futuro! Le storie, anche di quelli che non ci sono più, hanno il potere di vivere ancora, se le raccontiamo e le registriamo. Scorrono sulla clip appena lanciata le immagini delle interviste che il giornalista ha fatto a Lina Wertmüller, ad Amedeo Maffei, a Enrico Vaime e a Tito Stagno, eccellenze premiate nel corso di una delle edizioni del Galà e recentemente scomparse.

Il primo intervento è quello del Presidente del comitato scientifico del progetto, Michelangelo Tagliaferri, in collegamento da remoto. Chiamato in causa sul valore della memoria, cita un verso dai Sepolcri di Foscolo, che richiama proprio le eccellenze. “Ricordare i nostri amici – dichiara Tagliaferri – vuol dire non soltanto portarli di nuovo in vita nel mondo ma mantenerli come punto di riferimento”.

Arriva Heinz Beck, uno dei pochi chef tre stelle Michelin in Italia, proprietario di 13 ristoranti gourmet sparsi in tutto il mondo. Beck, un uomo “capace di insegnare, pur essendo nato in Germania, che cos’è l’amore per l’Italia”, è una delle tre persone che hanno sostenuto sin dal dall’inizio il progetto Eccellenze Italiane, insieme a Patrizio Podini e a Danilo Iervolino. Emozionante la clip con un brano della prima intervista a Beck, realizzata 7 anni fa quando ancora il progetto “era ‘un foglio bianco’ e l’albo d’oro delle Eccellenze Italiane una pagina ancora da scrivere”. Il valore del sogno e l’esempio di chi ce l’ha fatta a realizzarlo sono al centro delle parole di Beck, così come quello della condivisione: “Insieme siamo più forti. Il non essere disposti a condividere blocca e rallenta lo sviluppo, cosa fondamentale per un Paese e per un gruppo. Per me lavorare insieme in un team è fondamentale: fa sognare le persone che mi stanno accanto da una vita. L’Italia è un Paese meraviglioso, con una storia importante. L’italiano ha cultura, ha classe, ha gusto: tutto quello per cui gli altri paesi lo invidiano. L’Italia – conclude Beck – non è solo un Paese, è un marchio di qualità, di bellezza e di gusto”.

A proposito di Iervolino, di cui trasmette il videomessaggio, si richiama l’affascinante storia della fondazione di UniPegaso, nata piccola e divenuta la prima università telematica italiana, da poco ceduta, come parte del Gruppo Multiversity, al fondo Cvc Capital Partners per la cifra di un miliardo di Euro. “Editore de L’Espresso e del Gruppo BFC media, oltre che Presidente della Salernitana Calcio, Iervolino – racconta Muscari – è un innovatore che, dopo aver rivoluzionato il settore della formazione in Italia, ha deciso di scrivere nuove straordinarie pagine della sua storia imprenditoriale”.

Salutando tutti gli ospiti e con parole di grande stima per il progetto e per Piero, cui è stato vicino sin dalla prima ora perché lo ha reputato importante, così Iervolino: “Fondamentale socializzare i successi imprenditoriali e professionali: quelli di una vita vissuta nell’impegno per le proprie attività, un impegno che deve essere socializzato soprattutto ai giovani, per dare un esempio. Oggi vengono premiate delle Eccellenze straordinarie della nostra Italia. Non sono con voi fisicamente ma con il cuore sì…Appuntamento al due dicembre, per la nuova iniziativa di Piero Muscari, Eccellenze aperte”.

Il primo premiato è il Cav. Giovanni Fileni, un imprenditore che, assumendosi tanti rischi e attuando scelte imprenditoriali lungimiranti, è riuscito a cambiare il corso della propria vita, di quella della sua famiglia e delle migliaia di persone che oggi lavorano per lui. Segue il lancio della scheda di presentazione relativa alla sua vita e all’azienda di cui è fondatore e Presidente, la Fileni Alimentare SpA, terzo player italiano nel settore delle carni avicole e primo, in Europa, in quello delle carni bianche da agricoltura biologica. Una storia affascinante, quella di Giovanni Fileni che, nato in una famiglia di mezzadri delle campagne marchigiane, insegue il suo sogno e vi si impegna fino in fondo, giungendo ai vertici dell’imprenditoria italiana.

Le parole del Cav. Fileni, che commentano con commozione la storia appena narrata, ripercorrono le tappe fondamentali di un’avventura straordinaria, che ha cambiato, puntando anche sul biologico, il panorama dell’industria alimentare in Italia. “È un grande onore, per me, essere insignito di un premio così prestigioso – afferma Giovanni Fileni – perché riconosce il valore del mio percorso non solo dal punto di vista imprenditoriale ma anche e soprattutto da quello umano. Oltre 50 anni di azienda mi hanno insegnato il valore della condivisione e della collaborazione. Tutti i traguardi che abbiamo tagliato nel corso degli anni, come la recente acquisizione della certificazione B Corp, sono stati frutto di un grandissimo lavoro di squadra. Questo premio, quindi, non è solo mio, ma è anche e soprattutto di tutta la grande squadra che mi aiuta ogni giorno a rendere Fileni un esempio di imprenditoria etica, sostenibile e orientata al futuro.”

A premiare Fileni, il Cav. Patrizio Podini, patron di MD Spa – una delle più importanti aziende della GDO italiana, con 3 miliardi di euro di fatturato nel 2021 – che commenta così il riconoscimento conferito da Eccellenze Italiane: “In qualche modo la sua storia è un parallelo della mia. .. Bisogna avere dei sogni. Se hai dei sogni tu devi realizzarli e poi, dopo averli realizzati, tu sei portato ad averne altri”. Anche Podini ripercorre la sua storia, le scelte rischiose che si sono rivelate decisive, come quella di partire dal Sud con la formula discount, dopo l’esperienza dei supermercati nel Nord Italia.

Segue una clip in cui il grande attore Giancarlo Giannini, in occasione degli 80 anni di Podini, confessa di avere anche lui circa la stessa età e di appartenere ad una generazione ‘con la pelle dura’, che ha vissuto la guerra e ha saputo trasformare i problemi e l’esperienza degli errori  in risorsa. “Dagli errori – è il commento  del cav. Fileni – si impara”.

È poi la volta di Paolo Tramontano: uomo dalle molte vite e dai molti talenti – nato a Bagnoli nel 1942 – è stato cantante e musicista, venditore di libri porta a porta e, ancora, manager, consulente, formatore e, oggi, imprenditore, fondatore e Presidente di Harmony Group, una tra le realtà più competitive del settore della cosmetica professionale sia in Italia che all’estero. Tramontano si sofferma sulla vision che è alla base dell’attività aziendale. “In Harmony si pratica un’estetica rigenerativa,  ‘un’estetica ‘nobile’ – dice l’imprenditore – che rallenta i processi di degenerazione cutanea, vale a dire di invecchiamento, senza modificare i tratti somatici. La mia filosofia intende essere un elemento di moralizzazione del mercato, oggi per il 50% basato su filler e botulino, il cui uso innesca spesso una vera e propria dipendenza. Sempre più diffuso anche il disformismo, una psicopatologia che colpisce molte persone, che si vedono brutte anche se non lo sono. Una promessa sincera e onesta da parte di chi si occupa di medicina estetica non dovrebbe contemplare i miracoli – prosegue Tramontano – ma operare in modo equilibrato portando le persone all’accettazione di se stesse. Il processo d’invecchiamento si può rallentare attraverso la biorivitalizzazione. Il punto di forza del mio Gruppo è la produzione interna, che permette una continua innovazione basata su una costante ricerca di nuove soluzioni:  il primo peeling all’acido mandelico -pratica estetica oggi diffusa in tutto il mondo – è nato proprio nella mia azienda, che si propone di offrire prodotti sostenibili, sicuri ed efficaci, che diano risultati concreti e misurabili”.

A premiare Tramontano Alfredo C. Cestari – altro uomo del Sud – che ha contribuito a determinare l’aggiudicazione dell’Expo 2015 all’Italia. Presidente della Camera di Commercio ItalAfrica centrale, in oltre 40 anni di attività, come Presidente dell’omonimo Gruppo – le cui attività spaziano dalla consulenza specializzata nel finanziamento italiano ed estero ai servizi alla progettazione, dalla  produzione di energia pulita alla costruzione di grandi opere e all’import-export di prodotti – ha lavorato alacremente per rilanciare e consolidare il ruolo di tutti i Sud del mondo, compreso il nostro. Quale il vantaggio di operare nel continente africano? Così Cestari: “Un miliardo e 250 milioni persone, una popolazione che ha in media 26 anni e che arriverà nel 2050 a 2 miliardi e 400 milioni di abitanti. Il nostro Sud, ultima propaggine dell’Europa, è la porta di ingresso verso questo enorme mercato. L’esempio di Mattei ha insegnato a tutti, quanto sia importante guardare oltre. Soprattutto in un momento come questo, con la guerra in corso tra Ucraina e Russia: una crisi che mostra quanto sia importante guardare all’enorme giacimento di risorse rappresentato dal continente africano. Il polo magnetico è ormai il Sud del mondo. Un luogo dove possiamo esportare le competenze che gli imprenditori italiani hanno maturato”.

Segue la storia di una delle voci più potenti e particolari del panorama musicale italiano: quella di uomo che ha trovato la propria strada partendo da una famiglia contadina del Sud, per poi approdare, da emigrante, a Milano e trionfare sui palchi delle più importanti manifestazioni canore, sia in Italia che all’estero. È Albano Carrisi – noto al grande pubblico come Al Bano – che ha mantenuto la promessa di essere presente e di accettare, oggi, il premio che il Comitato scientifico gli ha attribuito per la sua straordinaria carriera.

Grazie per avermi invitato – dichiara Al Bano – Perché per ogni personaggio premiato ci sono delle lezioni di vita che non avrei creduto così interessanti. Complimenti per quello che avete fatto e per quello che farete: chi può fermarvi?”. Afferma poi con orgoglio: “Ho sempre camminato sulla strada dell’umiltà e dell’onestà. E queste sono doti che ho rubato a mia madre e a mio padre. E continuerò a farlo perché penso che sia una strada fantastica e semplice”. Alla domanda di Muscari su come, da padre, si comporti rispetto a errori di percorso dei figli, l’artista risponde: “Non faccio nulla. Ai miei figli do le stesse cose che i miei genitori hanno dato a me: farli camminare su quanto ho appena detto (umiltà e onestà) ma, soprattutto, rispettando le loro scelte di vita. Gli ho sempre detto di calcolare dentro di sé la passione per ciò che vogliono fare perché se c’è la passione tutti i propri sogni diventano realtà”.

Arriva Dodi Battaglia: 50 anni di successi in una delle band più longeve mai comparse sulla scena musicale, con oltre 150 brani pubblicati e 100 milioni di dischi venduti. Polistrumentista, interprete, compositore, arrangiatore e paroliere, uno dei migliori chitarristi al mondo, con il suo gruppo, i Pooh, ha davvero contribuito a fare la storia della musica italiana. “Io trovo – afferma Dodi – che tutte la storie ascoltate finora abbiano una comune denominatore: partono da concetti semplici. Parlano semplicemente comunicando davvero e arrivano poi ai grandi numeri. Le persone che stasera hanno parlato arrivano al cuore direttamente. Al Bano, ad esempio, arriva al cuore. Questo è il grande segreto del successo”.

Dopo la premiazione, le foto di rito sono scattate da un testimone d’eccezione, Rino Barillari, the “King of paparazzi”, premiato come Eccellenza italiana nel 2018.

A seguire un’altra promessa mantenuta, strappata a uno dei grandi del nostro giornalismo, Bruno Vespa, reduce da un viaggio aereo dopo un’intervista dell’ultimo minuto al Presidente Berlusconi, da inserire nel suo prossimo libro – La grande tempesta – in uscita imminente con Mondadori.

Autore e conduttore di molti programmi di successo, Vespa  – che ha iniziato la sua carriera appena sedicenne per diventare, anche con interviste indimenticabili ai grandi del mondo, uno dei volti più noti e seguiti della stampa del nostro Paese, ormai da più di 60 anni – entra subito nel vivo, ricordando aneddoti e personaggi incontrati nel corso della sua lunga esperienza. “Un buon giornalista – dice – deve avere la capacità di documentarsi. Bisogna studiare. La preparazione è sempre la cosa fondamentale. Quando intervisti qualcuno, devi anche immaginare quale possano essere le sue risposte”.

In un breve excucurs espone, poi, i contenuti del libro che sta ultimando, il cui ultimo capitolo verte sulla politica italiana di quest’ultimo periodo, dalla rielezione di Mattarella fino al governo attuale, guidato per la prima volta da una donna espressa dalla destra. “Una persona che si è fatta da sola, la prima donna – dice – che assume un incarico così importante senza che sia staro un uomo a deciderlo”.

Infine un’ultima battuta su “Porta a Porta”, definito con ironia da Andreotti terza Camera dello Stato, per ricordare il fatto che un programma nel quale nessuno credeva è invece diventato uno dei pezzi forti della Rai, compiendo 25 anni di vita nel 2021.

Arriva l’architetto Aldo Cingolani, altro ambasciatore di Eccellenze Italiane, punto di riferimento dell’industrial design in Italia, premiato lo scorso anno. Dopo aver lavorato per oltre 15 anni per il mitico Giorgietto Giugiaro, suo mentore, Cingolani ha acquisito il glorioso marchio Bertone, una delle più antiche e prestigiose firme del “made in Italy”, e lo ha rimesso in corsa. Una grande storia, grazie alla quale Bertone Design rappresenta oggi sempre di più l’eccellenza italiana nel mondo.

Non mi sembra vero poter avere qui Vespa. Solitamente il suo è l’ultimo programma che guardo. Questa è una serata straordinaria – dice Cingolani rivolgendosi a Muscari – hai messo insieme un parterre veramente incredibile, di personaggi di “doppia” eccellenza. Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare personaggi di grande livello e tutti hanno lo stesso comune denominatore, l’umiltà; tutti parlano con il cuore, con parole semplici che colpiscono e che ti rimangono impresse nella memoria, entrando a far parte del tuo background”.

Si discute dei cambiamenti intervenuti nel mondo del design, dagli anni Sessanta ad oggi grazie all’innovazione tecnologica, che ha rivoluzionato anche la vita quotidiana delle persone. Vespa si rammarica della cessione di nostri marchi importanti a gruppi esteri. “Qui – conclude Vespa- ci sono persone che rappresentano il meglio dell’Italia. Sono più di 30 anni che noi non cresciamo. Dal ’94 ad oggi si sono alternati 18 governi, di vari colori o tecnici. Non siamo cresciuti per niente. Allora c’è qualche cosa che prescinde dai governi – burocrazia, vincoli o limiti che ci siamo posti – La grande opportunità e il grandissimo rischio di quest’ultimo governo è rompere questo tetto di cristallo. Questo è qualcosa che si deve all’eccellenza italiana: che esiste, è enorme, molto più ampia di quanto immaginiamo ma è soffocata. È l’ultima occasione: dare libertà a queste eccellenze che sono soffocate da sempre”.

Dopo la premiazione e la pausa aperitivo, la manifestazione riprende con l’ospite successivo.

Sempre in relazione al design la quinta storia da premiare, quella di Piero Lissoni, in collegamento da Ginevra. Considerato uno dei maestri del design contemporaneo, Lissoni, che collabora con molti brand internazionali, ha progettato alcuni degli edifici più esclusivi al mondo, da Shangai agli Emirati arabi, da Amsterdam a Tel Aviv.

Il design italiano è rispettato nel mondo – dice Lissoni – perché ci sono le industrie, gli artigiani. Viene rispettato per questo motivo: è un network, è un sistema, una comunità. I designer italiani non sono la comunità, sono un pezzo di essa. Il design c’è perché ci sono le industrie, gli imprenditori: sono loro i veri visionari, quelli che ragionano quotidianamente sulle cose da fare, su come farle e migliorarle. Non c’è progetto che si possa fare se non c’è di mezzo un eccellente dialogo tra mondi differenti. Basta guardarsi intorno: dall’orologio alla poltrona su cui si è seduti agli oggetti che quotidianamente ci parlano, questo è il design italiano. Senza parlare della 500, dei motoscafi della Riva, degli aeroplani della Piaggio, della Vespa, delle biciclette, da Connago a Pinarello, della Ferrari, della Lamborghini, della Ducati”. Alla domanda di Muscari sul fatto se i giovani siano pronti o meno a ricevere un’ eredità così importante, Lissoni risponde che lo sono ma, poiché vige la legge della giungla, devono essere davvero bravi, forti e avere molto coraggio. “Penso che dobbiamo tornare a essere molto umili – conclude Lissoni – spaventosamente anarchici e, al tempo stesso, molto disciplinati. E dobbiamo toglierci l’idea secondo cui visto che siamo italiani siamo automaticamente più bravi. Non è vero. Noi dobbiamo essere come i nostri padri, come i nostre nonni che hanno spinto con tutte le loro forze per diventare qualcosa di differente …”

Per la sesta e ultima storia, arriva l’On. Giusy Versace: il suo è un altro racconto di vita coinvolgente per tenacia e resilienza, quello di una giovane donna che a 28 anni, dopo l’amputazione di entrambe le gambe sotto il ginocchio per un incidente occorsole il 22 agosto del 2005, si impegna nello sport. Prima italiana a correre con due protesi in fibra di carbonio, conquista, nelle competizioni paralimpiche, 11 titoli italiani da velocista. Nel 2016 vince le sue prime medaglie internazionali ai campionati europei, qualificandosi anche nella finale  dei 200 m. alle Paralimpiadi di Rio. Poi tanta televisione e teatro. Ma soprattutto l’impegno nella sua associazione e – dal 2018 – come parlamentare, a favore dello sport, delle pari opportunità, delle disabilità e dei giovani.

Io non mi reputo così eccezionale – esordisce la Versace – mi sento piccola, nera e con due gambe finte. Anche quando sto in Parlamento sento la responsabilità del ruolo che ricopro. Quello stesso senso di responsabilità che quel 22 agosto mi ha portato a noleggiare l’auto per andare da un cliente che non ho più incontrato…Penso che ognuno, nel suo piccolo, anziché puntare il dito, giudicare, criticare e prendersela nei confronti di chi ce l’ha fatta, dovrebbe  cambiare per iniziare a essere il cambiamento che vorrebbe vedere intorno a sé. E anche fare un po’ di autocritica. Non sempre chi è avanti a noi è necessariamente raccomandato. Sono cresciuta con un nome certamente prestigioso, per il quale non ho merito. Io ho perso le gambe, ma mi reputo comunque una persona fortunata. La forza, l’energia e la grinta che ho tirato fuori dopo l’incidente, onestamente non me le attribuivo. Ho sempre avuto grande determinazione, tanto orgoglio a voglia di accettare le sfide, di alzare l’asticella, ma non mi ritenevo così coraggiosa. Ci ho creduto”. Spera che quanto ha fatto di buono possa stimolare persone che sono in difficoltà e temono di non farcela. Crede, infatti, in una sorta di “contagio” positivo perché, come lo sport insegna, tutti hanno bisogno di buoni esempi. “Ecco – prosegue la Versace – Eccellenze Italiane potrebbe essere una trasmissione televisiva. Raccontiamo il bello, il buono, le storie di chi ce l’ha fatta! Queste sono ossigeno per i ragazzi. Loro possono prendere spunto. E mi è anche scattata una specie di molla quando ho ascoltato le storie: alcune non le conoscevo nei dettagli. Ho compreso che c’è un filo conduttore nelle nostre storie: ognuno di noi è partito o è dovuto ripartire da situazioni dolorose, difficili. E non è questo il bello della vita? Dobbiamo soffrire, cadere, imparare dalle sconfitte e dalle perdite. Dalle vittorie, invece, bisognerebbe uscire più responsabili ”.

Sale sul palco Pier Francesco Rimbotti. Scelto da Forbes Italia tra i 100 top manager del 2021, Rimbotti ha precorso i tempi credendo nel valore climatico e sociale delle rinnovabili. Vero pioniere nel settore eolico, nel solare, nel biometano, dirige un Gruppo – Infrastrutture S.p.A.  – che è oggi uno dei più produttivi e interessanti attori non solo del mercato italiano ma anche di quello estero.

La sua è stata la prima azienda non giapponese (e, in assoluto, la prima azienda italiana) a vincere bandi pubblici nipponici. Recentissima la partnership con Eni per lo sviluppo di progetti solari ed eolici in Italia e Spagna per una capacità totale di circa 2 gigawatt (GW). A proposito del valore intrinseco delle rinnovabili, Rimbotti commenta “La guerra con l’Ucraina era scritta nei fatti già 30 anni fa. L’autonomia energetica è una necessità. Le energie rinnovabili sono un’esigenza imprescindibile oltre che l’ambiente per la società e per l’etica. Noi dobbiamo credere in quello che diciamo. E in Italia questo è un paradigma che talvolta non sta in piedi”.

Si ritorna al tema della disabilità discutendo, infine, degli ostacoli, oggettivi, che si devono ancora affrontare in tema di diritti. Bisogna accendere i riflettori su queste problematiche. Mancano coraggio e visione, ma i risultati, se e quando ci sono, premiano tutti.

Per complimentarsi con Giusy Versace interviene Paolo Tedeschi, Direttore della comunicazione di Canon Italia, azienda che accompagna il progetto Eccellenze Italiane sin dal primo giorno.

Alla fine della serata, sale sul palco Tommaso Dragotto, Presidente del Gruppo “Sicily by car”. Partito con la sua sfida  imprenditoriale nel 1963 con una sola auto, dirige oggi, unico imprenditore privato in un mercato dominato da poche multinazionali, una compagnia leader nel settore dell’autonoleggio, che conta oltre 55 uffici sparsi in Italia, più di 14.000 vetture e 500 collaboratori. In più, a qualificare ulteriormente la sua avventura, l’impegno green e l’intensa attività con l’omonima Fondazione, nata come espressione dell’etica d’impresa del suo fondatore e Presidente nell’ideale prosecuzione di quei valori umani e sociali che costituiscono la visione dell’azienda da cui trae origine. La fondazione si occupa di formazione dell’imprenditorialità e cultura manageriale, iniziative di utilità sociale, attività di divulgazione culturale, tutela dell’ambiente, recupero e tutela dei beni di valore artistico e storico nonché promozione e valorizzazione del territorio.

Muscari mostra agli ospiti il catalogo di Eccellenze Italiane 2022, la cui copertina reca l’immagine di Villa Lampedusa, la cosiddetta “Residenza del Gattopardo”, dimora simbolo trasformata in Resort da Tommaso Dragotto. La villa era realmente la dimora di campagna del Principe Giulio Fabrizio Maria Tomasi di Lampedusa, descritto nel celebre romanzo con il nome di Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina.

Quando ho visto questa villa, prima del restauro completamente distrutta, mi sono detto: ‘Perché non fare un’opera degna e capace di restituire alla Sicilia qualcosa che ha perduto?’ All’interno abbiamo trovato cose meravigliose. Ogni giorno, da due anni, passo da Villa Lampedusa per vedere i lavori che sono stati fatti. Inaugurerò la struttura il 21 gennaio, il giorno del mio compleanno”.

L’invito di Muscari, di incontrarsi di nuovo per qualche iniziativa comune, non è caduto nel vuoto. Ed è stato proprio Dragotto a proporre un tema che gli sta particolarmente a cuore: il Green. Così la “Villa del Gattopardo” è diventata la casa delle Eccellenze italiane in Sicilia.

“Faccio sempre ciò che mi convince – commenta Dragotto – Nel 2017, quando si parlava di Green, ma non si operava, noi abbiamo comprato le prime 250 autovetture elettriche. Mi vanto di essere stato l’unico in Europa ad aver fatto fare il giro della Sicilia con queste vetture. Mentre tutti dicevano che era impossibile, abbiamo iniziato questa avventura”.

Nel 2023, nella prima settimana di ottobre – annuncia Muscari – saremo tutti a Palermo, presso la “Residenza del Gattopardo, messa a disposizione da Tommaso Dragotto, per lanciare come Eccellenze Italiane il premio Eccellenze sostenibili. Abbiamo già registrato il marchio. Crediamo che le eccellenze siano fortemente legate alla sostenibilità e quindi sarà un altro obiettivo del nostro lavoro avviare una narrazione onesta e rigorosa di ciò che è autenticamente sostenibile, individuando le punte di diamante che in ogni settore emergono come esempio virtuoso da additare a tutti”.

Prima di presentare l’ultima iniziativa, Eccellenze aperte, prevista per il 2 dicembre p.v., per la quale chiama Aldo Cingolani sul palco, Muscari si scusa di non aver potuto salutare molti degli amici presenti, come il Maestro Cesare Berlingeri, celebre artista dei dipinti piegati, il maestro Silvio Vigliaturo, autore delle sculture in vetro create ad hoc per la premiazione, Rajae Bezzaz, attrice e inviata di Striscia la notizia.

A dicembre Aldo Cingolani aprirà le porte della sua azienda, la Bertone Design, per mostrare agli amici del Club delle Eccellenze Italiane il Museo Bertone, dove Muscari ha stabilito la sua “casa” – il suo broadcasting è, infatti, all’interno del Museo -. “Avremo modo di stare insieme e di visitare un’azienda in cui non vedrete macchinari – dichiara Cingolani – ma persone che lavorano con le mani: tutto il team che in questi anni abbiamo messo insieme. Con Eccellenze faremo il giro d’Italia. Milano è la capitale mondiale del design: vogliamo fare un ponte con il Sud”.

Le ultime battute sono di Rajae Bezzaz, che ricorda di essere un’immigrata, in un Paese che ama molto. “Credo – dichiara la Bezzaz – che questa Italia meravigliosa debba scendere in mezzo al popolo. Gli Italiani sono straordinari ma sono i primi a boicottarsi”.

Terminato il viaggio tra le storie di Eccellenza, la serata prosegue ai tavoli, davanti ai piatti approntati da Heinz Beck. Narrazione, vista, gusto e olfatto, per declinare un percorso multisensoriale a cui lo storytailor Piero Muscari ha abituato i suoi interlocutori e il suo pubblico. In tutti grande soddisfazione, la consapevolezza di un fine comune e la volontà di proseguire con le iniziate annunciate nel corso del Galà, che, come ogni volta, assurge a cifra “di un’Italia che spera, che sogna, che crea e che nessuno descrive e promuove come si deve”.